Raccontare il territorio attraverso il vino

Aver investito sull’incoming, con il 34%  in più rispetto allo scorso anno, è stata un’ottima strategia per una realtà internazionale di confronto e scambio come quella del Vinitaly.

Il 2015, a detta degli operatori, è stata un’ottima annata, considerando l’oggetto dell’informazione relativa al vino che ha riscaldato e appassionato i cultori del nettare d’uva.

140 Paesi, con i suoi operatori professionisti, buyer stranieri,  hanno dato lustro e mercato alla Kermesse internazionale del vino e dei distillati.

Per non parlare dei visitatori! 150 mila!!

In crescita la presenza degli operatori francesi, seguiti dai giapponesi. La Russia, delude,giustificata dalla situazione geopolitica attuale. Incremento viene dalla Polonia e dalla Romania.

Gli stessi italiani sono più interessati al mercato interno. In questi ultimi anni , si è parlato solo di Export.. Se gli italiani stessi se ne stanno interessando, ciò significa che il “sistema mercato” sta avendo qualche modifica in positivo.

Avendo partecipato alla rassegna, inevitabile restare colpiti dallo sguardo curioso di chi conosce il vino, ma anche di chi si appassiona semplicemente al gusto, all’aroma, al sapore.

Per ogni vino, in ogni bottiglia, c’è un territorio da raccontare..segretamente custodito in ogni cantina..e si esprime attraverso il colore, il profumo, la consistenza, l’intensità, la complessità, la qualità, la struttura, l’equilibrio, l’intensità.

Due i mercati emergenti per l’agroalimentare italiano: il vino e l’olio 

Entusiasmanti i dati relativi all’export italiano, in Australia sono stati importati 8,5 milioni di litri di vino, per un controvalore di 35,4 milioni di euro. Un dato che vede l’Italia al terzo posto tra gli importatori, dopo Nuova Zelandia e Francia.

La kermesse ha presentato, come sempre, anche l’olio extravergine d’oliva. Nell’isola di Taiwan, invece, il 2014 ha registrato il boom di vendite di olio extravergine, raddoppiate fino a 17 milioni di euro.

Grande interesse per il settore del Biologico, considerato un valore aggiunto dal 91% degli australiani.
In tre anni, la produzione interna di uva,con metodi naturali, è aumentata del 120%

Dal vino all’olio di oliva. La cucina taiwanese sta apprezzando l’extravergine italiano, il cui import è cresciuto del 100%, dal 2013 al 2014, facilitato anche dall’assenza completa di dazi. Nell’isola, l’Italia detiene oggi il 58% del mercato, davanti alla Grecia, secondo fornitore ma con appena il 18% delle quote. Numeri che dimostrano il vantaggio competitivo della qualità e dell’affidabilità del prodotto, garantite della provenienza italiana.

Alessandra Lofino